La storia di Civitas

La storia di Civitas

1996 La prima edizione di Civitas
Civitas nasce nel 1996 a Padova da un’idea innovativa di Ethike, l’area eventi della Cooperativa Asa. La manifestazione trova spazio nei padiglioni di PadovaFiere e diventa il Primo Salone italiano dell’Economia Sociale e del Terzo Settore. Civitas nasce per rispondere ai bisogni di Comunicazione e di Relazione di tutti gli attori che interagiscono nel e con il settore del Non Profit.

Civitas, mostra convegno della solidarietà, dell’economia sociale e civile ha vissuto di anno in anno una sostanziale evoluzione: da semplice salone espositivo a luogo privilegiato per la costruzione di partecipazione, coesione e integrazione sociale, interculturale e multiculturale, in cui creare nuove reti, avviare progetti di collaborazione, sperimentare e realizzare il cambiamento responsabile.

2008 Tredici anni di Civitas
Per 13 anni Civitas è la più importante mostra convegno della solidarietà, dell’economia sociale e civile aperta in Europa. Un evento unico che si distingue per la peculiarità di essere insieme salone espositivo e momento di incontro e di confronto culturale. I “numeri” della manifestazione ne hanno sempre testimoniato l’importanza sia sotto il profilo politico e culturale sia sotto quello economico. Gli espositori in alcune edizioni hanno superato le seicento presenze, mentre gli appuntamenti culturali e politici sono stati anche un centinaio.

I tre giorni di Civitas calamitavano tutto il mondo del Terzo settore e del no profit e non solo: nel 1998 il presidente del Consiglio Romano Prodi firma il “Patto per la solidarietà”; nel 2000 è presente Muhammad Yunus, “il banchiere dei poveri” fondatore della Grameen Bank che nel 2006 sarà Premio Nobel per la Pace; da Civitas sempre nel 2000 parte la campagna “Sdebitarsi – Jubilee 2000” presenti padre Alex Zanotelli e l’economista Susan George. A Civitas sono state indagate o lanciate le più importanti campagne del mondo del Terzo settore e del volontariato: dalla “Tobin tax” a “No alla pena di morte” a “Più dai meno versi”. Per Padova sono passati ministri e assessori per discutere di welfare e non solo: da Livia Turco, ministro della Sanità, a Rocco Buttiglione, ministro per le Politiche comunitarie, a Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni. Da qui nel 2004 è partita la “World social agenda” promossa da Fondazione Fontana e Banca etica. Nel 2005 a Civitas sono convocati gli “Stati generali del Terzo settore” che hanno prodotto convegni e seminari all’insegna dell’analisi, della riflessione, delle sfide e della progettualità con l’obiettivo di ridisegnare il modello di welfare.

2009 CIVITAS diventa Festival della Cittadinanza
Civitas diventa Festival della Cittadinanza e si sposta all’interno del Centro storico della Città di Padova: una scelta che nasce dalla consapevolezza che la responsabilità sociale non può più essere risorsa degli addetti ai lavori, deve diventare patrimonio comune, cultura condivisa che dà nutrimento ad ogni espressione dell’essere cittadino. Il risultato è sorprendente: una Civitas in festa anima le piazze e gli oltre 70 appuntamenti del Programma Culturale.

Nel 2010 la seconda edizione del Festival della Cittadinanza si concentra su tre filoni tematici, per condividere con la cittadinanza gli sforzi, le buone pratiche e lo stato dell’arte e partendo da “Oggi è Tempo di Responsabilità, di essere capaci di progettare il presente guardando al futuro”, si indagano: ambiente e territorio, cultura e creatività, impegno sociale.
Quello delle edizioni 2011 e 2012 è tempo di… “un Festival da costruire insieme”

2018 CIVITAS rinasce
Civitas torna nei padiglioni di PadovaFiere. L’idea covava da tempo sotto le ceneri e ora si presenta collegandosi alla rinascita di una sensibilità per un patrimonio di idee e cultura “sociale” che non è più esclusivo ma inclusivo di un sentire che ha cominciato a diffondersi a 360°: un’evoluzione importante che ha stimolato l’esigenza di ridare corpo ad un patrimonio. La “nuova” Civitas supera l’autoreferenzialità di un mondo che ha saputo superare le rigidità di un’identità per entrate nel vissuto di ciascuno e apre le porte anche al mondo dell’impresa che ha colto il valore della sostenibilità.